Dal
Centro Recupero Tartarughe oggi saranno in sei ad essere
liberate.
La voce corre per le strade di Lampedusa e ci ritroviamo
in centinaia sulla spiaggia di Cala Madonna.
Ho portato qualche amico, nuovo a questa esperienza, stupito
dalla presenza di tanta gente e dalla strana aria che
si respira in queste occasioni.
La curiosità riempie gli occhi di chi è
seduto insieme a me, su un masso insabbiato, ricco di
impronte di ciabatte del tipico turista che difficilmente
immagina le mille storie che quel sasso calpestato potrebbe
raccontare.
Sulla scalinata scendono i ragazzi del WWF, ce li ho vicini,
sento in loro l’emozione di chi si ritrova per la
prima volta sul palco di un grande teatro, pieno, pieno
di uomini, donne, ragazzi che aspettano che lo spettacolo
inizi.
No.
Mi sto sbagliando, la loro è la gioia di chi si
sente parte della natura che ci circonda, di chi è
complice delle tartarughe, di chi sente il desiderio di
trasmettere un messaggio chiaro ed inequivocabile: tartarughe
libere.
Le
preziose ceste di plastica sono ora sulla spiaggia.
Fa capolino qualche “becco”.
Penso a quante volte ho assistito a questa scena, eppure,
non riesco a rimanere indifferente.
Ogni volta c’è qualcosa di speciale... in
questi animali, in questi ragazzi che dedicano tanto tempo
per una lotta che vinceremo.
Salviamo le tartarughe.
Magliette bianche tra la folla, ecco, aiutano le tartarughe
a raggiungere il mare.
Senso di libertà.
Un applauso accompagna il toccar dell’acqua di ogni
“guscio”.
A zig zag tra cineprese e macchine fotografiche le dive
questa sera sono loro.
Il sole è tramontato.
I ragazzi fanno il bagno e i turisti vanno via.
Rimango sul sasso, solo, come una tartaruga.
Salviamo le tartarughe.
a.

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Progetto
Tartarughe
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